Porsche e le sfide dell’elettrico: la catena di approvvigionamento è sotto pressione

Riuscirà la casa automobilistica tedesca a evitare la catastrofe e a vendere le sue auto anche se scarseggiano chip e componenti per la progettazione e costruzione di nuove vetture?

Porsche continua la sua ambiziosa avanzata nel mondo dei veicoli elettrici, affrontando una sfida cruciale: la lotta contro i blocchi nella catena di approvvigionamento, che impattano fortemente la produzione dei veicoli elettrici a batteria (BEV).

In particolare, Oliver Blume, CEO del colosso automobilistico, ha affermato che le previsioni fatte sulla crescita prevista in Europa e in Cina sono state disattese, soprattutto per quanto riguarda il mercato cinese e quello europeo.

In ogni caso, può ritenersi comunque soddisfatto dei risultati ottenuti sulla vendita dei veicoli BEV, grazie alla domanda sempre crescente dei clienti di lusso.

Ma sarebbe dannoso ignorare i notevoli ostacoli e le difficoltà che Porsche sta affrontando per reperire i materiali necessari a garantire la creazione di componenti speciali, come i riscaldatori ad alta tensione.

Il direttore finanziario dell’azienda, Lutz Meschke, ha dichiarato ai media la sua preoccupazione sulla scarsità di questi materiali.

Inoltre, durante una recente intervista ha detto che: “Non c’è settimana in cui non abbiamo problemi con la catena di approvvigionamento. Dobbiamo essere molto flessibili“.

Meschke ha poi affermato che la catena di approvvigionamento è un fronte di battaglia in continua evoluzione che richiede una flessibilità continua e senza precedenti, e non solo…

Ha anche aggiunto che per raggiungere l’obiettivo dei veicoli elettrici sarà cruciale migliorare anche la situazione delle forniture nel secondo semestre.

Ma la situazione in casa Porsche non è del tutto negativa.

I numeri parlano chiaro: nonostante le sfide e le tante preoccupazioni, la casa automobilistica ha annunciato un notevole aumento del 10,7% nell’utile operativo, raggiungendo i 3,85 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno.

I ricavi sono cresciuti del 14%, raggiungendo i 20,43 miliardi di euro, mentre le consegne hanno registrato un impressionante aumento del 14,7%, rispetto all’anno precedente.

Questo dato evidenzia la ripresa rispetto alla riduzione della produzione nello stesso periodo dell’anno scorso, causata in parte dalle chiusure in Cina, un mercato complesso nel quale addentrarsi.

Le Sfide del Mercato Globale: Cina, Germania e Oltre

Una Cina in rallentamento: sebbene Porsche avanzi con fiducia nel mondo dell’elettrico, la casa automobilistica ammette che il mercato cinese è più lento del previsto.

Ma non è il solo paese in cui l’elettrico non sembra prendere piede facilmente, né l’unico a destare qualche preoccupazione riguardo alle previsioni fatte.

Nonostante la solida crescita di Porsche, anche il mercato tedesco presenta un rallentamento inatteso da Oliver Blume, CEO del marchio.

Per fortuna, il mercato del lusso non sembra subire mai gli effetti delle crisi e risulta essere sempre più resistente a quello di massa, permettendo a Porsche di compensare i costi più elevati e mantenere i prezzi coerenti con l’aumento delle vendite.

Il rendimento operativo che ne è conseguito è stato del 19,5% nel secondo trimestre, ma del 18,9% per il primo semestre in generale, al di sotto del 19,4% dell’anno scorso.

Conclusioni: Tra Ambizioni Elettriche e Realtà della Produzione

Nonostante i brillanti risultati finanziari, Porsche si trova di fronte a una realtà impegnativa.

La corsa all’elettrico è ostacolata da una catena di approvvigionamento traballante, che rallenta la produzione e la distribuzione dei prodotti finiti.

Porsche deve rendersi conto che dovrebbe puntare di più sul mercato del lusso, che potrebbe rappresentare il baluardo contro i rallentamenti di mercato.

In questo modo potrebbe affrontare concretamente la sfida delle forniture per conquistare la vetta anche del mercato dell’elettrico.

La prossima mossa sarà cruciale, poiché la casa automobilistica tedesca naviga tra le promesse dell’elettrico e le dure realtà della produzione.

Insomma, i blocchi di produzione nella catena di approvvigionamento sono problemi che vanno sempre tenuti in considerazione in aziende che operano a livello globale.

Questi possono rappresentare un problema non indifferente per tutto quello che riguarda la produzione.

E con blocchi importanti in questo ambito, non può che risentirne anche la distribuzione della merce, causando ingombro nei magazzini, costi aggiuntivi e ritardi di consegna.

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