“Nel 2023, interi inventari resteranno bloccati in magazzino”: questo dichiarano 90 manager della logistica

Costi di magazzino, affitto e manodopera in aumento a causa dell’immobilizzazione dei prodotti: così la supply chain resta bloccata e i consumatori finali ne pagano le conseguenze.

Grazie a un sondaggio della CNBC (Consumer News and Business Channel), si sono accesi i riflettori su un problema non da poco, in grado di condizionare i business di tutto il mondo.

Un totale di 90 responsabili della logistica, rappresentanti di importanti enti come l’American Apparel and Footwear Association, ITS Logistics, WarehouseQuote e il Council of Supply Chain Management Professional (o CSCMP), hanno partecipato a una serie di interviste per fornire informazioni sia sui loro inventari attuali, sia sulle maggiori problematiche fiscali che stanno affrontando.

I magazzini “gonfi” di scorte sono un costo sempre più importante per diverse aziende, che in questo modo non possono far altro che vedere i profitti assottigliarsi vertiginosamente.

Inoltre, secondo molti addetti ai lavori, tra manager e responsabili di logistica, l’eccesso di offerta e i relativi costi di stoccaggio non diminuiranno quest’anno:

  • solo poco più di un terzo degli intervistati (circa il 36%) afferma che i numeri delle scorte in stock torneranno a essere normali entro la seconda metà di quest’anno;
  • lo stesso numero di partecipanti al sondaggio, dichiara invece il contrario: la situazione non si risolverà prima del 2024;
  • quasi un quarto del campione (il 23% circa), invece, è ancora più scettico e dice di non essere sicuro di quando la sovrabbondanza di prodotti potrà essere eliminata.

Una situazione di certo non rosea, che crea non pochi problemi a diverse aziende.

Se per alcune si tratta solo di immobilizzazione di prodotto, per altre il problema è più grave, perché si parla di prodotti deteriorabili, e quindi da liquidare.

Ciò significa doversi liberare della merce in eccesso prima che sia troppo tardi e perda completamente utilità, diventando da buttare.

Alcuni decidono addirittura di prendere quest’ultima strada, quasi fossero ignari delle conseguenze cui vanno incontro: più prodotti restano invenduti, infatti, più aumenta il volume di mancati guadagni (e di costi comunque sostenuti) e, quindi, maggiori diventano le perdite a bilancio.

Quanto ancora si può andare avanti così?

Proprio perché le scorte influiscono sui costi a causa di prezzi di stoccaggio elevati, alcune aziende stanno trovando soluzioni alternative:

  • alcune si riversano su mercati secondari, svendendo i prodotti pur di non aggravare la situazione;
  • altre fanno donazioni grazie alle quali, perlomeno, riescono a ottenere detrazioni fiscali e a limitare un minimo i danni;
  • altre ancora, invece, si appoggiano sui clienti finali, aumentando i prezzi e/o risparmiando su altre tipologie di servizi fino a quel momento assicurati;

Sembra non esserci via di scampo, visto che si parla di costi di magazzino che si attestano attorno al 48% e che vanno a braccetto con il 40% di “altre” spese (includendo affitti e manodopera).

Ma è davvero tutto qui? Non si può, o meglio, non si poteva fare altro prima di finire in queste condizioni?

Essere responsabili della logistica di un’azienda è come essere il metronomo dell’attività, senza il quale il business non andrà mai nel tempo giusto, perderà il ritmo e finirà col complicare gli affari.

È come il regista di una squadra di calcio, il palleggiatore di un team di pallavolo o il playmaker di un quintetto di pallacanestro: se la logistica non riesce a mettere ordine e ottimizzare tempi e modalità di lavoro, il gioco si inceppa e il risultato ne risente.

Ecco perché organizzare al meglio la Supply Chain è fondamentale se si vogliono evitare situazioni spiacevoli come questa, che possono risultare anche fatali per molte aziende.

Il mercato è imprevedibile e se oggi si verificasse un altro evento in grado di shockare l’economia mondiale, i business non preparati non resterebbero illesi.

Il segreto sta nell’ottimizzare, appunto, le fasi della Supply Chain, potenziandola a tal punto che possibili falle nel sistema non trovino terreno fertile per colpire.

Ciò significa velocizzare i processi e, se si tratta di immobilizzazione di prodotti, velocizzare produzione, spedizioni e consegne.

Ecco qual è il segreto di quelle aziende che, invece, non hanno problemi di magazzini gonfi, prodotti invenduti, costi insostenibili e profitti sempre più risicati: stanno tutte organizzando il lavoro in modo tale che i loro prodotti vengano realizzati e consegnati nel miglior tempo possibile.

Così non ne giovano solo le spese aziendali, ma i clienti stessi: invece di ritrovarsi con aumenti imprevisti, infatti, saranno felici di ordinare un prodotto che arriva loro in maniera veloce e sicura.

Non è un caso se chi collabora con Logistics4You, aumenta sensibilmente il proprio bacino di clientela e migliora i propri guadagni, grazie a spedizioni urgenti e veloci, consegnate in sole 24 ore.

In questo modo, i nostri clienti possono prendersi veramente cura del loro business ed essere sicuri che, qualsiasi cosa accada, nessun prodotto resterà fermo in magazzino a prendere polvere.

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