Aziende colpite e affondate come nella battaglia navale: tutta colpa di problemi logistici post pandemia

Non c’è pace per le imprese di tutto il mondo, costrette ancora a fare i conti con interruzioni e rallentamenti di fornitura legati alla pandemia.

I numeri sono certamente migliorati, ma CEO e manager sono ancora molto lontani dal poter stare tranquilli.

Il commercio del retail è stato e resta influenzato dalle conseguenze del Covid-19.

Se nel 2020 le perdite furono devastanti, le aziende oggi non riescono ancora a uscire del tutto dal problema.

Nel 2022, sono stati 17 i miliardi persi dalle imprese del settore d’abbigliamento e calzature negli Stati Uniti.

Ma non si tratta di un problema che tocca solo il mercato americano.

Le difficoltà riscontrate, infatti, derivano per lo più da difficoltà nei rapporti con i fornitori asiatici, che non riescono ad assicurare proventi tempestivi e completi.

Ciò significa che chiunque abbia rapporti commerciali con la Cina, ad esempio, non riesce a mantenere la continuità di business necessaria a sopravvivere.

Di conseguenza, le aziende che si ritrovano con fatturati che calano mensilmente, vanno incontro a un fallimento pressoché certo.

Questo potrebbe significare che tutte le aziende del settore retail sono destinate a soccombere.

È possibile evitare un disastro di tale portata?

Non è impossibile ribaltare la situazione, se si agisce sulla efficienza della supply chain.

Rafforzando la parte logistica dell’azienda, infatti, qualsiasi impresa può essere in grado di aggirare l’ostacolo e avere la garanzia di ottenere sempre le forniture necessarie.

Prevenire è meglio che curare o rischiare di arrivare troppo tardi e restare ingabbiati dal blocco o dai ritardi indefiniti delle forniture.

Per questo motivo, le aziende si stanno adoperando per rendere il reparto logistico più efficace:

  • da una parte c’è chi investe per avvicinare la produzione delle materie prime necessarie, creando stabilimenti in America;
  • dall’altra, invece, molte aziende stanno potenziando i trasporti, rendendoli più veloci e sicuri.

Una cosa è certa: senza una supply chain organizzata, nessuna azienda potrà salvarsi dall’inevitabile terremoto causato da questa situazione di stallo.

In questo “piano antisismico”, però, sono due i fattori con un ruolo chiave: il tempo e le disponibilità economiche.

Chi ha budget a sufficienza per creare (e sostenere) stabilimenti sul proprio territorio o in zone geografiche strategiche, evitando così spostamenti più lunghi e difficoltosi?

Poche aziende possono contare su risorse economiche tali da permettere di accorciare le distanze tra committente e fornitore.

Il motivo è semplice: il gioco dei costi e dei ricavi va sempre rispettato e, come nel tetris, bisogna essere abili nell’incastrare le figure senza lasciare buchi, per puntare ad avere sempre possibilità di manovra.

Avvicinare la materia prima quindi non basta, se poi non si riesce a trasportarla in tempi e condizioni ottimali.

Per questo motivo, prima ancora di rivoluzionare la tua supply chain con investimenti importanti, è necessario mettere al sicuro le spedizioni.

Devi essere certo di poter contare su consegne affidabili e puntuali, che arrivano a destinazione rapidamente, secondo i tempi prestabiliti.

È questo il punto di partenza di un piano logistico efficiente e funzionale, in grado di garantire quella continuità di business indispensabile per un’azienda di successo.

Hai quindi bisogno di un partner che non ti abbandoni e che abbia il tuo stesso obiettivo: rendere veloci, puntuali e sicure le tue spedizioni, senza intoppi, né sprechi.

Solo così puoi davvero rendere la catena produttiva della tua azienda più efficace e metterti al sicuro da eventuali, nuovi e inaspettati, scossoni del mercato.

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